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  • Prossimo, Molto Vicino. Libro-inchiesta sul Terzo Settore, di Maurizio Fossati, giornalista Unamsi e Vincenzo Mazzaferro, oncologo dell’INT – unamsi.it

    Prossimo, Molto Vicino. Libro-inchiesta sul Terzo Settore, di Maurizio Fossati, giornalista Unamsi e Vincenzo Mazzaferro, oncologo dell’INTDa testimonianze e verità sulla crisi del volontariato sociosanitario emerge il contrasto tra la realtà di coloro che “gratuitamente danno una mano” e il vestito aziendale che vorrebbe imporre loro lo Stato.

    Lo Stato e gli esperti di Economia pensano sia giusto e ormai inevitabile “chiudere” il Terzo Settore dentro un ‘vestito aziendale’, con tutti i vincoli che questo comporterebbe. Ma si tratterebbe di un vestito stretto, di un “paradosso” per una realtà che si basa sul volontariato.

    A porre il problema è ‘Prossimo, Molto Vicino’ (Edizioni San Paolo, 192 pagine, 15 euro), un libro-inchiesta, promosso dall’Associazione Prometeo nata 25 anni fa all’interno dell’Istituto dei Tumori di Milano, e scritto a quattro mani dal giornalista scientifico di Unamsi, Maurizio Maria Fossati e dal medico oncologo dell’Istituto dei tumori (INT) di Milano, Vincenzo Mazzaferro.

    Questo “paradosso” – secondo gli autori – è rappresentato dal fatto che se da una parte attraverso il modello aziendale “le Organizzazioni di volontariato (Odv) hanno oggi responsabilità precise, bilanci periodici e parametri da rispettare per dimostrare il valore del loro operato”, dall’altra esse “non hanno un inquadramento della loro forza lavoro, libera o meno di impegnarsi negli obiettivi dell’organizzazione”.

    Il libro nasce delle interviste ai protagonisti di 25 anni di Prometeo, a sostenitori, ex-pazienti e operatori del settore sanitario.Dopo una prima parte dedicata ai valori imprescindibili del volontariato sociale, sanitario e non solo, e una seconda focalizzata sui problemi emergenti, nella parte finale si prova a dare qualche rispostaalle tante domande ancora aperte.

    E pagina dopo pagina, emerge chiaro un messaggio: sta a noi mantenere un ruolo di protagonisti e non di comparse in un mondo che cambia”, preservando “il buono e il giusto” che, dalle radici profonde della solidarietà e del riconoscimento del nostro prossimo, si ripropone come valore fondante della convivenza umana.

    Solo in Italia sono quasi 2 milioni e mezzo le persone che volontariamente e in modo continuativo fanno qualcosa per gli altri, singolarmente o in gruppi, “uomini e donne – rilevano gli autori – che spontaneamente, senza chiedere nulla in cambio ‘danno una mano’, si adoperano perché l’altro, che pure non conoscono, possa star meglio, possa superare una situazione difficile, un dolore, una crisi, uno sbandamento, una perdita”. – Francesco Brancati

    Da unamsi.it


    PROSSIMO, MOLTO VICINO: il libro-inchiesta sul valore e le sfide del volontariato sociosanitario – 3goodnews.it

    Bozza automatica 46Il nuovo libro esplora il mondo del volontariato attraverso testimonianze e riflessioni e celebra 25 anni di impegno solidale per l’Associazione Prometeo

    PROSSIMO, MOLTO VICINO è più di un semplice libro: è un viaggio nel cuore del volontariato sociosanitario, un racconto autentico di 25 anni di vite dedicate ad aiutare gli altri, narrato dalle voci di chi questo mondo lo vive ogni giorno. Scritto da Vincenzo Mazzaferro, oncologo di fama, e dal giornalista Maurizio Maria Fossati, con il contributo dell’Associazione Prometeo il libro si propone come un’inchiesta sulla crisi attuale e le sfide che il Terzo Settore affronta in un momento di grande trasformazione.

    Il libro-saggio sul mondo del volontariato

    Questo saggio, pubblicato da Edizioni San Paolo, si distingue per la sua prospettiva unica: attraverso un dialogo aperto con volontari, ex-pazienti, operatori sanitari e sostenitori, il libro esplora l’importanza e le contraddizioni del volontariato. “L’intera società civile non può ignorare il paradosso su cui si continua a equivocare: il valore inestimabile dell’opera volontaria, che è gratuita e insostituibile,” affermano gli autori, mettendo in luce il ruolo cruciale del volontariato, oggi soggetto a rigidi criteri e parametri, come se fosse un’impresa aziendale.

    Le sfide per le organizzazioni ODV

    Le Organizzazioni di Volontariato (ODV) oggi hanno responsabilità ben definite: devono mantenere bilanci periodici e dimostrare il valore del loro operato. Eppure, resta un paradosso irrisolto: questi enti non hanno il potere di stabilire regole chiare per chi offre il proprio tempo e la propria dedizione, una situazione che gli autori sperano possa evolversi. Il libro invita alla riflessione, proponendo una visione che affonda le radici nella solidarietà e nella vicinanza umana, valori che hanno sostenuto PROMETEO nei suoi 25 anni di attività.

    Un libro ricco di testimonianze di ex pazienti, medici e operatori sanitari

    Pagina dopo pagina, il lettore viene guidato attraverso esperienze che toccano profondamente il cuore: dal conforto offerto ai malati oncologici, alla gioia di donare qualcosa di sé. Con una sensibilità rara, il libro PROSSIMO, MOLTO VICINO ricorda che “fare del bene arricchisce chi lo riceve e chi lo dona”, un pensiero antico già espresso da Platone, ma che risuona forte anche oggi. La frase di un ex paziente filantropo riassume il messaggio del libro: “L’altruismo è il sentimento-guida del nostro agire, un valore aggiunto che dona sollievo senza pesare su noi stessi.”

    Volontariato sociosanitario, altruismo e generosità

    I proventi del libro saranno devoluti a PROMETEO, un ulteriore gesto di altruismo che rispecchia il cuore del volontariato. Gli autori ci ricordano che “tutti abbiamo qualcosa da dare e tutti abbiamo bisogno di ricevere”, un invito aperto a considerare il volontariato non solo come un atto di generosità, ma come una scelta di vita che arricchisce chi la compie e contribuisce a costruire una società più umana e solidale.

    PROSSIMO, MOLTO VICINO non è solo un libro, ma una chiamata all’azione, un incoraggiamento a scoprire la “dimensione dell’altruismo”, dove la felicità non si misura nel ricevere, ma nel donare. Un libro che invita a riflettere e, forse, a farsi coinvolgere in un mondo che cambia, preservando il “buono e il giusto” delle nostre radici umane.

    Da 3goodnews.it


    Prossimo, molto vicino. Un libro che raccoglie esperienze di malattia, percorsi di cura e speranze di pazienti e volontari – Ippocraterosa.it

    Prossimo, molto vicino. Un libro che raccoglie esperienze di malattia, percorsi di cura e speranze di pazienti e volontari - Ippocraterosa.itLa scienza che studia le condizioni di quello che definiamo come il benessere umano ci dice che per stare bene abbiamo bisogno degli altri, delle relazioni, dell’essere aiutati, amati. Abbiamo bisogno, secondo una prospettiva etico-relazionale, di essere riconosciuti come prossimo e di riconoscere come prossimo chi ci sta vicino.

    Da tempo immemorabile quella del riconoscimento e dell’attenzione al prossimo è una caratteristica innata, soprattutto in alcune persone e soprattutto in alcune culture. Si tratta di uomini e donne che spontaneamente, senza chiedere nulla in cambio “danno una mano”, si adoperano perché l’altro, che pure non conoscono, possa star meglio, possa superare una situazione difficile, un dolore, una crisi, uno sbandamento, una perdita.

    Il libro è stato scritto da un medico oncologo, Vincenzo Mazzaferro, e da un giornalista, Maurizio Maria Fossati, grazie alla disponibilità di tanti amici che hanno accettato di parlare della loro esperienza vissuta in prima persona, da protagonisti nel mondo del volontariato, o come sostenitori che hanno contribuito a far sì che si potesse andare incontro ai bisogni del prossimo che ci è vicino. Tutti hanno risposto con entusiasmo all’invito a collaborare che ha rivolto loro la presidente di PROMETEO, con il desiderio di lasciare una testimonianza, animati dalla riconoscenza per quanto hanno ricevuto e per la gioia di aver potuto a loro volta donare in modo completamente altruistico. Per tutti è stato importante dare un messaggio che portasse conforto.

    I 25 anni di attività dell’Associazione PROMETEO hanno coinvolto, accompagnato e supportato la vita di molte persone, in un momento difficile della loro vita come quello della malattia oncologica.
    Le pagine del libro raccolgono pensieri e proposte tratti da momenti di vita vissuta per e con l’Associazione, da situazioni contingenti, talvolta di entusiasmo, talvolta di dolore. Pensieri maturati in esperienze formative nate dalla realtà, dagli interrogativi che sorgono quando per scelta o per caso ci si imbatte nella “voglia di dare una mano”.

    Ma il libro vuole anche trasmettere lo stimolo a interessarsi e, se possibile, a entrare nel mondo del volontariato, anche solo semplicemente provando a farsi coinvolgere. Tutti abbiamo qualcosa da dare e tutti abbiamo bisogno di ricevere. Crederci è già un buon inizio che aiuta a non far prevalere il senso di inadeguatezza, spesso solo un alibi per non “prendere la rincorsa” e lanciarsi nella sorprendente dimensione dell’altruismo. Un’esperienza unica da vivere insieme agli altri.

    Da: Ippocraterosa.it


    Associazione PROMETEO: prossimo, molto vicino – di Antonella Marchi

    Associazione PROMETEO: prossimo, molto vicino - di Antonella MarchiVorrei iniziare la presentazione di questo libro fornendo le informazioni necessarie per comprendere come sia nata l’Associazione PROMETEO (acronimo di PROgetto Malattie Epatiche Trapianti E Oncologia), della quale questo testo vuole celebrare i venticinque anni di fondazione. La storia, la racconterò inizialmente come una fiaba con le sue “costanti” narrative: a Novara cresce un ragazzo, nato nel 1957, che frequenta il Liceo Antonelli. È un ragazzo simpatico, suona, gioca, studia, frequenta la parrocchia e poi si iscrive a Medicina.

    Ma non gli basta diventare medico, lui vuole imparare a fare operazioni che in pochi al mondo sanno fare. Così va dove si può imparare, negli Stati Uniti, con una borsa di studio e quando termina il suo lungo e faticoso tirocinio, potrebbe restare in America, invece torna in Italia, va a lavorare a Milano all’Istituto Nazionale dei Tumori, dove in breve tempo riesce ad aprire una strada nuova per curare i pazienti con un tumore al fegato, sottoponendoli al trapianto. Sembra che il sogno dell’“eroe” si sia realizzato: il lungo viaggio, l’impresa difficile, nessun mezzo magico (solo studio e fatica), validi collaboratori che lo aiutano a sconfiggere il nemico, cioè il tumore, anche con il trapianto di fegato, procedura che nel frattempo viene riconosciuta ed applicata da tutta la comunità scientifica internazionale. No, il nostro protagonista sente che c’è ancora molto da fare, da studiare ma, soprattutto, bisogna “umanizzare” le cure, stando vicini ai pazienti, supportandoli logisticamente e moralmente in quei momenti così difficili della loro vita. Nasce così, per volontà del professor Vincenzo Mazzaferro e di un ristretto gruppo di amici, l’Associazione PROMETEO che, in questi 25 anni, ha messo a disposizione dei famigliari e dei malati del reparto da lui diretto all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano alloggi accoglienti, a costi contenuti, ubicati nelle vicinanze dell’ospedale, per coloro che vengono da lontano, ha offerto accoglienza e servizi all’interno del reparto, ha promosso la ricerca e la formazione, ha organizzato eventi per raccogliere fondi e per sensibilizzare le persone sulle tematiche della malattia, coinvolgendo nelle attività moltissimi volontari. Il libro, che uscirà ai primi di novembre pubblicato da Edizioni San Paolo, nato dalla collaborazione tra il prof. Mazzaferro e il giornalista scientifico Maurizio Maria Fossati, non è solo una testimonianza dei 25 anni di PROMETEO, è molto di più. Comincio dalla terza parte che raccoglie le testimonianze degli ospiti che in questi anni hanno usufruito degli alloggi messi a loro disposizione: ci sono parole di gratitudine ed esperienze toccanti. La seconda parte è una riflessione (senza risposte ma con molti suggerimenti) che solleva spinose questioni legate al volontariato sociale e sanitario, alla luce della rivoluzionaria ma problematica riforma del Terzo Settore. Ma quella più pregnante è, per me, la prima parte, dedicata alle “Parole del Cuore”, cioè al sistema di valori che sta dietro alla scelta di impegnarsi per il prossimo senza chiedere nulla in cambio. E quei valori assumono il loro significato attraverso le parole, che non si limitano a descrivere il mondo ma creano il nostro stare al mondo. Concludo con la citazione riportata all’inizio del libro che riassume la filosofia di vita di chi lo ha concepito e di chi ha collaborato alla sua stesura: “A coloro che non hanno avuto il tempo di scoprire con noi che la meta è in realtà una nuova partenza”.

    Antonella Marchi – Terza Pagina – 31/10/24


    In un libro il ‘paradosso’ del riordino del Terzo Settore. Testimonianze e verità su crisi del volontariato sociosanitario (ANSA)

    In un libro il 'paradosso' del riordino del Terzo Settore. Testimonianze e verità su crisi del volontariato sociosanitario(ANSA) – MILANO, 24 OTT – C’è un “paradosso” nella proposta di riordino del Terzo Settore per le Organizzazioni di Volontariato (ODV): il contrasto tra l’applicazione di un modello ‘aziendale’, caldeggiato dallo Stato con l’approvazione degli economisti, e la realtà della forza lavoro delle stesse ODV.

    A porre il problema è ‘Prossimo, Molto Vicino’ (Edizioni San Paolo, 192 pagine, 15 euro), un libro-inchiesta, promosso dall’Associazione PROMETEO nata 25 anni fa all’interno dell’Istituto dei Tumori di Milano, e scritto a quattro mani dal giornalista scientifico Maurizio Maria Fossati e dal medico oncologo Vincenzo Mazzaferro.

    Questo “paradosso” – secondo gli autori – è rappresentato dal fatto che se da una parte attraverso il modello aziendale “le ODV hanno oggi responsabilità precise, bilanci periodici e parametri da rispettare per dimostrare il valore del loro operato”, dall’altra esse “non hanno un inquadramento della loro forza lavoro, libera o meno di impegnarsi negli obiettivi dell’organizzazione”.

    Il libro nasce delle interviste ai protagonisti di 25 anni di Prometeo, a sostenitori, ex-pazienti e operatori del settore sanitario. Dopo una prima parte dedicata ai valori imprescindibili del volontariato sociale, sanitario e non solo, e una seconda focalizzata sui problemi emergenti, nella parte finale si prova a dare qualche risposta alle tante domande ancora aperte.
    Solo in Italia sono quasi 2 milioni e mezzo le persone che volontariamente e in modo continuativo fanno qualcosa per gli altri, singolarmente o in gruppi, “uomini e donne – rilevano gli autori – che spontaneamente, senza chiedere nulla in cambio ‘danno una mano’, si adoperano perché l’altro, che pure non conoscono, possa star meglio, possa superare una situazione difficile, un dolore, una crisi, uno sbandamento, una perdita”.
    (ANSA).


    I volontari tuttofare. Supporto pratico anche fuori corsia. Dicono di noi su Quotidiano Nazionale

    I volontari tuttofare supporto pratico anche fuori corsia - dicono di noi su Quotidiano Nazionale“Se i volontari non esistessero dovremmo inventarli”, afferma Marco Votta, presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Si parla di PROMETEO e dei suoi progetti su Quotidiano Nazionale nell’articolo di Maurizio Maria Fossati.

    Sono ben 24 le associazioni di volontariato accreditate che lavorano all’interno dell’Istituto. Tra queste PROMETEO, acronimo di PROgetto Malattie Epatiche Trapianti E Oncologia, nacque per volere dei medici e dei pazienti trapiantati di fegato. “Fin dall’inizio” – spiega Giuse Dellavesa, la presidente – “l’obiettivo fu duplice: aiutare economicamente i malati e i loro familiari nel periodo di permanenza a Milano per visite e terapie, e creare borse di studio per la formazione dei giovani medici.

    Nacquero allora i Criteri di Milano, un metodo di lavoro poi esteso alla cura di tutte le patologie oncologiche degli organi dell’apparato digerente. Ma non solo: “Spesso la malattia oncologica toglie improvvisamente la terra sotto i piedi al malato e alla sua famiglia. Noi aiutiamo i pazienti con una linea telefonica (help line) dedicata, assistenza counseling, il supporto-viaggi per chi proviene da fuori città e l’accoglienza gratuita per i pazienti e accompagnatori negli alloggi di CasaPROMETEO“.

    I volontari lavorano in reparto a 360°. “La loro assistenza è sia professionale, sia umana. Il volontariato, infatti, nasce dal cuore delle persone. Manteniamo abitudini che stemperano l’ansia, non trascuriamo i momenti di chiacchere e le esigenze pratiche, come portare i pigiami in lavanderia”. E i medici? “I nostri giovani medici hanno capito che i malati hanno bisogno di un professionista nel quale riporre la propria fiducia, ma anche di umanità e fanno del loro meglio. Corrono molto, cercando di non trascurare l’ascolto del paziente. I malati ci dicono che qui si sentono “trattati bene” e questa è una grande soddisfazione per tutti.”

    Maurizio Maria Fossati, Quotidiano Nazionale (Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione), domenica 16 luglio 2023

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    Come misurare in medicina ciò che non è misurabile? – di Vincenzo Mazzaferro, su Corriere Salute

    Bozza automatica 41Come misurare in medicina ciò che non è misurabile? Le classifiche che mettono in fila le prestazioni di professionisti e ospedali hanno il loro valore. Ma è difficile dare “un numero” al dialogo, alla compassione, all’attenzione verso i bisogni dei malati e dei loro familiari

    “Nel centro di calcolo più potente del mondo il nostro gruppo di esperti ha condotto un enorme lavoro sulla più grande massa di dati mai raccolta pervenendo così alla classifica definitiva dei migliori ospedali del mondo, dei migliori medici della nazione, delle scoperte che ci cambieranno la vita!”

    Alzi la mano chi, incappato in annunci simili e avendo un problema di salute, non abbia cercato in queste classifiche il professionista in grado di…

    Leggi tutto l’articolo di Vincenzo Mazzaferro, tratto da Corriere Salute – Corriere della Sera – 22 dicembre 2022

     

    Vincenzo Mazzaferro è docente di Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano e Direttore della Chirurgia Generale della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori

     


    … ma non lo si può trovare soltanto “a distanza” – di Vincenzo Mazzaferro, su Corriere Salute

    Corriere Salute Vincenzo Mazzaferro… ma non lo si può trovare soltanto “a distanza”. La lettera di una “quasi dottore” al suo professore di chirurgia esprime gratitudine di fronte agli sforzi educativi messi in atto in quest’ultimo anno ma sottolinea quanto urgente sia tornare in corsia.

    In questo annus horribilis in cui l’emergenza e il senso di inadequatezza continuano ad assalire la dedizione e il lavoro di tante persone mettendo alla prova ogni nostra certezza, schiacciandoci sul dolore e indurendo oltremodo ogni nostra relazione, può succedere che si venga colpiti da parole, gesti, situazioni che ci ricordano che i valori fondanti del nostro vivere non sono cambiati e che ci sono capsule di vita che sopravvivono a dispetto di tutto. Una di queste “capsule” è costituita dalla scuola, o meglio dallo sforzo educativo che le famiglie e la società intera allestiscono da sempre per le nuove generazioni, nel tentativo – invero molto…

    Leggi tutto l’articolo di Vincenzo Mazzaferro, tratto da Corriere Salute – Corriere della Sera – 1 aprile 2021

     

    Vincenzo Mazzaferro è docente di Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano e Direttore della Chirurgia Generale della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori

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    Rassegna stampa: Studio XXL – Tumore del fegato, la cura migliore è il trapianto, anche in stadio avanzato

    Il trapianto è la cura più efficace nel tumore al fegato anche in stadio avanzato. È quello che emerge da uno studio clinico tutto italiano durato nove anni, progettato e sviluppato in Istituto dal Prof. Vincenzo Mazzaferro e dalla sua équipe. Denominato Protocollo XXL, ha coinvolto 74 pazienti tra i 18 e i 65 anni di età, con carcinoma epatocellulare, senza metastasi, sottoposti a varie terapie per ridurre le dimensioni del tumore.

    I partecipanti sono stati quindi assegnati a due gruppi: il primo è stato sottoposto al trapianto di fegato e il secondo ha continuato a essere seguito con le altre terapie non chirurgiche oggi disponibili. I risultati osservati indicano che a cinque anni dalla diagnosi, la sopravvivenza libera da eventi tumorali è stata del 76,8% nei trapiantati e del 18,3% fra gli altri.

    Il Prof. Mazzaferro sottolinea che gli esiti elevano la credibilità della chirurgia oncologica in generale e danno dimostrazione dell’efficacia del trapianto come non era mai stata ottenuta a livello internazionale. I dati emersi per la prima volta suggeriscono che, sulla base della risposta alle terapie loco-regionali contro i tumori epatici, oggi possono essere candidati al trapianto anche pazienti con forme intermedie o avanzate che fino ad ora venivano escluse da questa opzione. Quest’analisi è una pietra miliare nella storia delle terapie per il carcinoma epatocellulare e cambia l’attuale paradigma nel trattamento di questa importante forma tumorale: “abbiamo la conferma che il trapianto di fegato può essere parte della cura di questo tumore in qualsiasi momento della sua storia, ovvero in qualsiasi momento si osservi una sufficiente “risposta” alle terapie per un sufficiente periodo di tempo”.

    I Centri che hanno contribuito allo studio e che negli anni hanno costruito una collaborazione di tale portata sono: la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano con il Dipartimento di Oncologia dell’Università di Milano, l’Ospedale Cà Granda di Niguarda con l’Università Bicocca, l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, la Città della Salute e della Scienza e l’Università di Torino, l’Ospedale Maggiore Policlinico IRCCS di Milano, l’Ospedale e l’Università Politecnica di Ancona, l’Università Tor Vergata e la Sapienza di Roma, l’ISMETT di Palermo.

     

    Qui di seguito la rassegna stampa web. Clicca sui link per leggere gli articoli online:

    –>>> AdnKronos.com                                                   –>>> Corriere.it           

    –>>> CorriereAdriatico.it                                            –>>> CronachediScienza.it

    –>>> DottNet.it                                                               –>>> Eco di Bergamo

    –>>> Epac.it                                                                     –>>> EtnaNotizie.it

    –>>> IlFarmacistaOnline.it                                        –>>> IMalatiInvisibili.it   

    –>>> LaStampa.it                                                           –>>> Leggo.it                                                                 

    –>>> LolNews.it                                                              –>>> Msn.com                                                               

    –>>> NotizieOggi.com                                                  –>>> NurseTimes.org                                                 

    –>>> Ok.Salute.it                                                            –>>> ParsToday.it                                                        

    –>>> PharmaStar.it                                                       –>>>   QuotidianodiSicilia.it                                       

    –>>> QuotidianoSanita.it                                            –>>> Repubblica.it, sezione Oncoline                  

    –>>> RossodiSera.it                                                      –>>> Sanita24.IlSole24Ore.com                              

    –>>> TeleNicosia.it                                                         –>>> TrapiantiSaluteGov.it                                      

    –>>> TrapiantoFegato.it                                               –>>> Univadis.it                                                           

    –>>> Vita-Salute.com

     

    Al seguente link è possibile ascoltare l’intervista al Prof. Mazzaferro andata in onda il 10/07/20 su Radio 24 all’interno del programma Obiettivo Salute, condotto da Nicoletta Carbone (intervista dall’inizio fino al minuto 1’:37”).

     


    Le parole che questo virus ci ha tolto – di Vincenzo Mazzaferro, su Corriere Salute

    Le parole che questo virus ci ha tolto - di Vincenzo Mazzaferro, su Corriere SaluteDiciamo la verità: la paura è che nulla cambi, o quasi. Chiediamo in molti un cambiamento ma riceviamo spesso risposte infarcite di misure restrittive e di prudenza, usando parole come distanziamento, epidemia, crollo dell’economia, risorse azzerate etc. Poche sono le critiche alla fragilità di un sistema costruito penalizzando ampie fasce di popolazione e a scapito dell’equilibrio del nostro pianeta.

    Forse le parole da dire in questo tempo di Covid-19 sono altre. Tra le tante, un paio meritano una rivisitazione per chi lavora in campo sanitario, nella ricerca e nella formazione. La prima è “eccellenza”: l’appellativo onorifico che diamo a ciò che è fatto così bene da riuscire a distinguersi dagli altri, la qualità specifica di molti medici, infermieri, ospedali e università, usata a lungo dal marketing sanitario e dai difensori della competizione in sanità. Si è dimenticato che “noi siamo quello che facciamo ripetutamente, e dunque l’eccellenza non è un’azione, ma un’abitudine” (Aristotele): l’abitudine a cercare ogni giorno di migliorare ciò che si è raggiunto il giorno prima, la spinta a cercar qualcosa di più efficace per il proprio paziente.

    Promuovere chi eccelle è quindi utile a tutti, perché trascina l’intero sistema verso il meglio e alla fine giova pure ai bilanci.

    Poi c’è “assistenza”: un’azione che non è atto dovuto per effetto di norme, ma che è funzione sociale da espandere, per migliorare noi stessi e per contribuire a ridurre le disparità di età, reddito, genere, disabilità, accesso alle cure etc. Pochi ricordano che meglio dei medici l’assistenza in medicina è svolta da ampie fasce di personale non-medico, sempre presente a fianco di chi ha bisogno (assistere vuol dire appunto “essere presente”). Investire sui non-medici per megliorare l’assistenza è quindi atto importante e innovativo. Il virus ci ha tolto molto, non permettiamo che ci tolga le parole giuste.

    Tratto da Corriere SaluteCorriere della Sera – 23 luglio 2020